Nelle immediate propaggini perugine, a pochi chilometri da Porta San Pietro, si trova, all’attuale vocabolo “La Colonnetta” già “Monte Corneo”, il palazzo di campagna denominato “Lo Sperellone”. Il compendio, isolato nel suo parco giardino, è parzialmente visibile tanto dalla sottostante strada Marscianese quanto dalla sua diramazione che conduce a Ponte della Pietra.
Nella storiografia locale non si rinvengono notizie storiche precise anteriori al XVIII secolo fatta eccezione per una concisa dizione toponomastica che segnala come “Vocabolo San Giuliano” il lotto circostante il compendio. Nel catasto settecentesco del Chiesa la proprietà del palazzo risulta intestata ad Andrea Scini e le fonti manoscritte spiegano che “al Marchese Scina” appartiene un “casino chiamato lo Sperellone da uno di tal famiglia chiamato Sperello”.
La famiglia Scina, anche detta Scini, si segnala a Perugia, in epoca moderna, per le acquisizioni fondiarie che effettua: oltre allo Sperellone la famiglia possiede, nella pianura di Miralduolo di Torgiano, un’antica proprietà agricola che gli originari proprietari, i della Palla, cedono agli Ansidei Signorelli in cambio di alcuni beni a Cerqueto. Gli Scini, che più tardi acquisiranno il secondo cognome Gentili, si fregeranno, con vezzo feudale, del predicato “della Palla”. Per un matrimonio, avvenuto a cavallo tra Sette e Ottocento, gli Scini Gentili di Perugia si estinguono nei Bracceschi, dotandoli del proprio patrimonio. Nel catasto Gregoriano della prima metà del XIX secolo lo Sperellone, semplicemente descritto come “casa colonica con corte”, risulta intestato al nobile Braccio Bracceschi Gentili q.(uondam) Pompeo.
Dai Bracceschi il compendio passa alla famiglia genovese degli Spinola, erede del grande patrimonio fondiario accorpato da Monsignore Ugo Pietro Spinola, divenuto successivamente Cardinale; il prelato, spesso rappresentato per procura dal conte Vincenzio Ansidei Signorelli Montemarte, acquista nel perugino una vasta superficie fondiaria, organizzata in cinque centri agricoli, ed estesa per circa 3.500 ettari controllati da più residenze, una delle quali è lo Sperellone. Eugenia Spinola, l’ultima residente in Perugia dell’illustre famiglia genovese, cede, negli anni ‘60, lo Sperellone all’Ingegnere Antonio Antonelli che lo restaura e lo consolida; attualmente la proprietà appartiene alle figlie Antonella ed Elena.